(www.affaritaliani.it) – Un esercito europeo. Una forza militare unica per tutti i 28. Un’idea che si fa strada e che potrebbe anche diventare qualcosa di più. I leader di centrodestra del Partito Popolare Europeo hanno messo il progetto nero su bianco e ne parleranno al congresso del Ppe della prossima settimana a Madrid. “Ci stiamo muovendo verso un esercito europeo molto più velocemente di quanto si creda”, ha detto il presidente del Ppe Joseph Daul negli scorsi giorni.
D’altra parte l’idea di un esercito unico ha origine già negli anni ’50, quando il primo ministro francese René Pleven già parlava di un piano di difesa di basta portata, che prevedeva appunto un esercito unico e la nomina di un ministro europeo della Difesa. Un’idea che è rimasta un’illusione, almeno fino allo scorso mese di marzo, quandoJean-Claude Juncker ha aperto il dibattito sul tema dell’esercito unico europeo. La sua non è stata una vera proposta, quanto piuttosto un passaggio all’interno di un discorso più ampio. Ma tanto è bastato perché i politici si schierassero pro o contro l’idea di creare delle forze armate europee. E dal dibattito ora si sta passando alle vie di fatto.
D’altronde lo stesso Michel Barnier, incaricato da Juncker di elaborare una strategia più ampia per quanto riguarda difesa e sicurezza, ha sostenuto lo scorso giugno che per l’Ue c’è la necessità di usare in maniera più efficiente la spesa per la difesa. Il documento di Barnier è passato praticamente inosservato durante l’estate, quando l’attenzione era tutta sulla crisi greca e sull’emergenza migranti. Ma ora il tema sta tornando prepotentemente alla ribalta.
I leader del Ppe sono determinati alla effettiva costruzione di un esercito unico in grado di “difenderci dalle crescenti minacce”. I fautori dell’esercito unico sostengono che, di fronte alle attuali crisi (dall’Ucraina alla Siria fino alla Libia e ai migranti), c’è bisogno di una sede operativa europea in grado di ideare, pianificare e condurre operazioni militari, invece di affidarsi sempre e comunque alla Nato. Il Ppe chiede dunque di proseguire sulla strada già cominciata con la decisione degli scorsi giorni di rafforzare i confini con lo sviluppo di un corpo europeo di guardie di frontiera.
“Il nuovo contesto geopolitico richiede un cambio di mentalità”, sostiene il Ppe, che pensa all’esercito unico come un modo per tenere sotto controllo le mire espansionistiche della Russia di Putin e dare invece sostegno alla Turchia, considerato un paese chiave sullo scacchiere geopolitico del presente e dei prossimi anni. Ora l’idea di un esercito unico potrebbe davvero diventare realtà.
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20 Ott 2015
Inviato da Clara Salpietro 
