Il Corpo forestale dello Stato ha dato esecuzione ad un decreto d’urgenza di sequestro preventivo relativo a 5 pozzi irrigui siti in località Sanganiello del comune di Caivano (NA) e ai rispettivi terreni asserviti, per una estensione complessiva di 6 ettari, una parte dei quali coltivati a pomodori e asparagi ed irrigati con acqua inquinata da tetracloroetilene, arsenico, solfati, floruri e manganese presenti oltre la soglia di contaminazione prevista dalla legge. L’operazione è stata condotta dal personale del Comando Provinciale di Napoli unitamente al Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale (NIPAF) del capoluogo partenopeo e rientra nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Sezione reati ambientali della Procura della Repubblica di Napoli.
A seguito di analisi effettuate dai laboratori dell’ARPA Campania è emerso che nelle acque irrigue dei pozzi venivano oltrepassati i limiti previsti dalle vigenti normative ambientali, in particolare per i floruri, solfati, manganese e arsenico e, infine, per il tetracloroetilene. Quest’ultimo è un pericoloso agente chimico di sintesi industriale, non biodegradabile e altamente volatile, classificabile come solvente molto aggressivo, non omogeneo all’acqua di falda, dunque pericoloso per la salute di uomini e animali sia se ingerito che inalato, in grado di provocare danni a fegato, reni e sistema nervoso. La presenza di questo elemento nella falda acquifera potrebbe essere collegata con una immissione a monte del solvente (utilizzato anche nelle lavorazioni industriali come sgrassante dei macchinari) dovuta allo sversamento di rifiuti oppure potrebbe essere originata dalla presenza di rifiuti speciali pericolosi sepolti sotto le aree interessate. L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (AIRC) definisce il tetracloroetilene sostanza potenzialmente cancerogena.
Cinque persone, tutti proprietari terrieri dei fondi interessati, sono state denunciate a piede libero. Sono tuttora in corso indagini mirate ad individuare l’origine dell’inquinamento e bloccarlo.
La consolidata tecnica investigativa impiegata dalla Forestale, in accordo con la Procura della Repubblica di Napoli, si basa sull’analisi e l’interpretazione di foto aeree in modalità territoriale ortofotogrammetrica, messe a confronto con dati che riguardano scavi e movimenti di terra nella zona e con i dati investigativi sui crimini ambientali.
(Fonte: Corpo Forestale dello Stato) http://www3.corpoforestale.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/7551
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13 Lug 2013
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