{"id":18178,"date":"2015-06-08T23:37:57","date_gmt":"2015-06-08T21:37:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.worldwebnews.it\/?p=18178"},"modified":"2015-06-18T23:39:59","modified_gmt":"2015-06-18T21:39:59","slug":"il-ruolo-dellagente-speciale-inglese-mallaby-nelle-vicende-del-settembre-43-intervista-allavv-barneschi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.worldwebnews.it\/new\/il-ruolo-dellagente-speciale-inglese-mallaby-nelle-vicende-del-settembre-43-intervista-allavv-barneschi\/","title":{"rendered":"Il ruolo dell&#8217;agente speciale inglese Mallaby nelle vicende del settembre &#8217;43: intervista all&#8217;avv. Barneschi"},"content":{"rendered":"<figure id=\"attachment_17950\" aria-describedby=\"caption-attachment-17950\" style=\"width: 224px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.worldwebnews.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/L\u2019inglese-che-viaggi\u00f2-con-il-Re-e-Badoglio-Gianluca-Barneschi.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-17950 size-medium\" src=\"http:\/\/www.worldwebnews.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/L\u2019inglese-che-viaggi\u00f2-con-il-Re-e-Badoglio-Gianluca-Barneschi-224x300.jpg\" alt=\"L\u2019inglese che viaggi\u00f2 con il Re e Badoglio - Gianluca Barneschi\" width=\"224\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.worldwebnews.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/L\u2019inglese-che-viaggi\u00f2-con-il-Re-e-Badoglio-Gianluca-Barneschi-224x300.jpg 224w, https:\/\/www.worldwebnews.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/L\u2019inglese-che-viaggi\u00f2-con-il-Re-e-Badoglio-Gianluca-Barneschi-133x178.jpg 133w, https:\/\/www.worldwebnews.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/05\/L\u2019inglese-che-viaggi\u00f2-con-il-Re-e-Badoglio-Gianluca-Barneschi.jpg 478w\" sizes=\"(max-width: 224px) 100vw, 224px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-17950\" class=\"wp-caption-text\">La copertina del libro &#8220;L\u2019inglese che viaggi\u00f2 con il Re e Badoglio&#8221; di Gianluca Barneschi<\/figcaption><\/figure>\n<p>(<strong>di Clara Salpietro<\/strong>) \u2013 Cecil Richard Dallimore-Mallaby, conosciuto come <strong>Dick Mallaby<\/strong>, era il <!--more--> radiotelegrafista inglese che fu l\u2019esclusivo tramite tra i vertici italiani e gli Alleati in tutte le fasi dell&#8217;armistizio firmato a Cassibile il 3 settembre 1943 e reso noto alla nazione <strong>l&#8217;8 settembre<\/strong>. La storia e l&#8217;importante ruolo svolto da questo agente speciale del <a title=\"SOE\" href=\"http:\/\/en.wikipedia.org\/wiki\/Special_Operations_Executive\" target=\"_blank\">S.O.E. (Special Operations Executive)<\/a> viene descritta da <strong>Gianluca Barneschi<\/strong>, avvocato romano nel settore delle radiodiffusioni e telecomunicazioni con il pallino della ricerca storica, nel libro \u201c<strong>L&#8217;inglese che viaggi\u00f2 con il Re e Badoglio. La missione dell&#8217;agente speciale Dick Mallaby<\/strong>\u201d (Libreria Editrice Goriziana, pagg. 290), la cui seconda edizione \u00e8 stata da poco pubblicata.<br \/>\nUn volume frutto di anni di ricerche, di un certosino lavoro di ricostruzione, a cui si aggiunge uno stile di scrittura scorrevole ed accattivante.<br \/>\nLa storia di Mallaby era misconosciuta e viene portata alla ribalta dal libro di Barneschi, oggetto di numerose presentazioni in tutta Italia, da ultimo a Roma, nei locali della Galleria Sallustiana, con la partecipazione di Elettra Mallaby, nipote dell&#8217;agente inglese, e a Gorizia, nel corso dell\u2019edizione 2015 di \u00e8Storia, Festival Internazionale della Storia.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18181\" aria-describedby=\"caption-attachment-18181\" style=\"width: 300px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.worldwebnews.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Elettra-Mallaby-nipote-dellagente-inglese-e-lavvocato-Gianluca-Barneschi.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-18181\" src=\"http:\/\/www.worldwebnews.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Elettra-Mallaby-nipote-dellagente-inglese-e-lavvocato-Gianluca-Barneschi-300x196.jpg\" alt=\"Elettra Mallaby, nipote dell'agente inglese, e l'avvocato Gianluca Barneschi\" width=\"300\" height=\"196\" srcset=\"https:\/\/www.worldwebnews.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Elettra-Mallaby-nipote-dellagente-inglese-e-lavvocato-Gianluca-Barneschi-300x196.jpg 300w, https:\/\/www.worldwebnews.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Elettra-Mallaby-nipote-dellagente-inglese-e-lavvocato-Gianluca-Barneschi-133x87.jpg 133w, https:\/\/www.worldwebnews.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Elettra-Mallaby-nipote-dellagente-inglese-e-lavvocato-Gianluca-Barneschi.jpg 650w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18181\" class=\"wp-caption-text\">Elettra Mallaby, nipote dell&#8217;agente inglese, e l&#8217;avvocato Gianluca Barneschi<\/figcaption><\/figure>\n<p>Della &#8216;particolare&#8217; vita di Mallaby abbiamo parlato con l&#8217;avvocato Gianluca Barneschi, scrittore appassionato dei fatti del 1943 in Italia.<br \/>\n\u201cMallaby era nato in Sri Lanka &#8211; <strong>racconta<\/strong> -, ma viveva in Toscana. Parlava quattro lingue, era un <strong>agente del SOE<\/strong> e, nel 1943, durante la delicata fase delle negoziazioni per la resa italiana, fu l\u2019esclusivo trait d&#8217;union tra i <strong>vertici italiani<\/strong> e i comandi supremi <strong>angloamericani<\/strong>. Fu lui che materialmente trasmise e ricevette tutte le comunicazioni tra Roma e la base alleata di Algeri. Ha vissuto due avventure straordinarie, \u00e8 stato un testimone della storia. Preciso che Mallaby era un agente speciale, non un agente segreto. Il SOE (Special Operations Executive) \u00e8 stato l&#8217;antesignano del corpo speciale e raramente si occupava d\u2019intelligence. Gli agenti del SOE sono stati fonte primaria di ispirazione per Ian Fleming, giornalista, militare e scrittore inglese, celebre per aver creato il personaggio dell&#8217;agente segreto <strong>James Bond<\/strong> &#8211; nome in codice 007. Il fratello di Fleming era stato agente SOE per un anno e infatti nel libro di Fleming spuntano le tecniche operative del SOE a lungo secretate. Tutto quello che vediamo nei film di James Bond, in effetti, non \u00e8 inventato, ma proviene dalle esperienza operative degli uomini (e donne) del SOE che avevano sempre necessit\u00e0 di mimetizzare e nascondere quarzi per le ricetrasmittenti, cifrari, denaro, documenti falsi, ma anche penne esplosive ed armi varie\u201d.<br \/>\n<strong>Ci pu\u00f2 raccontare qualcosa in pi\u00f9 in merito al S.O.E.?<\/strong><br \/>\nIl S.O.E. (Special Operations Executive) era un corpo segretissimo dell&#8217;esercito britannico, voluto e creato da Churchill in persona, che cre\u00f2 anche il suo motto fondante: \u201cEd ora incendiate l\u2019Europa!\u201d, per gestire tutte le attivit\u00e0 \u201cnon convenzionali\u201d, vietate dalle convenzioni internazionali. Le gesta degli agenti S.O.E. furono la principale ispirazione per Ian Fleming (il cui fratello milit\u00f2 nella struttura) per la creazione di James Bond.<br \/>\nPeraltro, il S.O.E. fu continuamente osteggiato dagli altri apparati dell\u2019esercito britannico, che non ne apprezzavano i metodi e, in pi\u00f9 di un\u2019occasione, ne chiesero la soppressione, a causa anche di alcuni gravi disastri operativi verificatisi.<br \/>\nL\u2019attitudine operativa del S.O.E. era alquanto pragmatica e, nel reclutare i soggetti necessari non sia andava per il sottile; anche delinquenti e scassinatori fecero parte della manovalanza del corpo, a livello aneddotico si ricorda sempre che Re Giorgio in persona encomi\u00f2 un agente del SOE che nella vita normale era il proprietario di una catena di bordelli di Londra.<br \/>\nFino agli anni \u201880 in Inghilterra veniva addirittura negata l&#8217;esistenza stessa del S.O.E. e, anche se sono state distrutte molte carte, in merito alle vicende rilevanti per la mia ricerca penso di aver trovato tutto.<br \/>\nGli agenti del S.O.E. furono quelli con la pi\u00f9 bassa permanenza in vita in missione: ci\u00f2 conseguiva alle caratteristiche delle loro attivit\u00e0 ed al fatto che quasi sempre agissero in territorio nemico senza uniforme.<br \/>\nPer quanto riguarda le operazioni in Italia, il S.O.E. sub\u00ec uno smacco clamoroso, in quanto la sua rete italiana venne totalmente infiltrata dagli uomini del S.I.M. (servizio di informazione militare) e dall&#8217;OVRA (la polizia segreta dell&#8217;Italia fascista), evento mai divulgato per settant\u2019anni, anche se gli stessi inglesi hanno sempre riconosciuto che gli organi d\u2019intelligence italiani furono il loro avversario pi\u00f9 duro.<br \/>\nL\u2019abilit\u00e0 dei servizi italiani fu tale che i responsabili della gestione delle operazioni italiane del S.O.E. si vantavano ripetutamente con Churchill in persona per la qualit\u00e0 e capacit\u00e0 della loro rete di sedicenti antifascisti pronti a tutto ed elargirono loro fiumi di denaro ed esplosivo. Gli italiani, per dimostrare che l&#8217;esplosivo veniva utilizzato, al verificarsi di qualche incidente o distruzione (bellica o no), informavano gli inglesi, millantando la loro responsabilit\u00e0 al riguardo. L\u2019effettiva situazione venne svelata solo nel novembre del &#8217;43, quando gli apparati inglesi iniziarono a collaborare anche sui temi di intelligence con gli italiani schieratisi con il Re e Badoglio e con intuibile panico gli inglesi appresero che la loro rete di antifascisti era in effetti interamente composta, o controllata dal SIM e dell&#8217;OVRA.<br \/>\n<strong>Cosa accadde l&#8217;8 settembre 1943?<\/strong><br \/>\nL&#8217;8 settembre 1943 accadde di tutto. Un ridicolo pasticcio, le cui responsabilit\u00e0 non furono, peraltro, solo italiane. Radio Algeri, alle ore 18,30, attraverso la voce del generale Eisenhower, annunci\u00f2 la resa italiana, sottoscritta il 3 settembre a Cassibile, cogliendo di sorpresa tutta la nazione.<br \/>\nLa prima voce italiana che diede l\u2019annuncio fu quella del maresciallo Badoglio, il quale, sempre via radio, un&#8217;ora pi\u00f9 tardi rispetto al generale Eisenhower, sulle frequenze dell&#8217;Eiar segnal\u00f2 che: \u201cOgni atto di ostilit\u00e0 contro le forze anglo-americane deve cessare da parte delle forze italiane in ogni luogo. Esse per\u00f2 reagiranno ad eventuali attacchi da qualsiasi altra provenienza\u201d. L&#8217;8 settembre \u00e8 stato un momento imbarazzante, che secondo me pesa ancora sulla credibilit\u00e0 del nostro Paese. Per 70 anni sull&#8217;8 settembre 1943 si \u00e8 scritto e detto di tutto e di pi\u00f9, sono state diffuse versioni ufficiali che facevano acqua da tutte le parti e versioni puramente dietrologiche. In questi anni \u00e8 mancato quello che si dovrebbe fare di solito, cio\u00e8 ricerca studio e analisi.<br \/>\nGli studiosi hanno lasciato morire in questi decenni tutti i protagonisti della storia, testimoni oculari che potevano raccontare e documentare eventi vissuti in prima persona.<br \/>\n<strong>Come si \u00e8 imbattuto nella storia di Mallaby?<\/strong><br \/>\nMolto semplicemente per curiosit\u00e0: ponendomi una domanda che nessuno si era posto per 70 anni. Infatti, studiando e ristudiando, negli ultimi 20 anni, gli avvenimenti del 1943, ad un certo punto lessi che a Brindisi, a conclusione della famosa fuga da Roma che coinvolse le principali cariche militari e istituzionali del nostro Paese, insieme a Vittorio Emanuele III, Pietro Badoglio, regina, principe ereditario e a tutti gli altri, sbarc\u00f2 anche un inglese, di nome Dick Mallaby. &#8216;Un inglese??!!&#8217; Mi sono chiesto come fosse possibile. Dopo un decennio di lavoro ho scoperto che quella che pareva una microstoria peculiare in effetti aprisse le porte alla clamorosa ed inedita spiegazione di due eventi di fondamentale macrostoria. Dopo molte ricerche sono riuscito a mettermi in contatto con i parenti di Mallaby: la moglie, che nel periodo bellico lavor\u00f2 sempre per il S.O.E. presso le basi di Algeri, Monopoli e Siena, e i figli vivono in Italia.<br \/>\nAll&#8217;inizio la famiglia era restia a raccontare questa storia in quanto specialmente la signora Mallaby riteneva di essere ancora vincolata al segreto. Dopo quattro anni di insistenze, spiegando che i vincoli di segretezza potevano considerarsi cessati e che la storia di Dick Mallaby era fondamentale e andava divulgata, ho avuto via libera.<br \/>\nCos\u00ec ho potuto consultare l&#8217;archivio di due generazioni della famiglia e il diario segreto bellico di Dick Mallaby.<br \/>\nTra l\u2019altro, uno dei primi documenti che mi venne fornito dalla famiglia Mallaby fu una lettera del sergente Griffoni, strettissimo collaboratore del generale Giuseppe Castellano, del maggiore Luigi Marchesi e del generale Vittorio Ambrosio, nella quale costui scriveva a Mallaby rammentandogli le storiche giornate dell&#8217;agosto-settembre 1943. Ho impiegato tre anni per avere informazioni su questo Griffoni e sono riuscito a rintracciare la moglie e anche lei mi ha fornito molta documentazione che io ho usato per questo libro. Queste carte se non le avessi prese io sarebbero andate disperse.<br \/>\nLe mie ricerche sono state completate con l\u2019acquisizione di carte in precedenza segrete, presso gli archivi italiani, statunitensi ed inglesi. Quanto scaturito dal mio lavoro di ricerca, era conosciuto solo al 40 per cento dalla famiglia Mallaby, perch\u00e9 il loro Dick aveva parlato sempre pochissimo delle sue attivit\u00e0 belliche.<\/p>\n<figure id=\"attachment_18179\" aria-describedby=\"caption-attachment-18179\" style=\"width: 218px\" class=\"wp-caption aligncenter\"><a href=\"http:\/\/www.worldwebnews.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Dick-Mallaby.jpg\"><img decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-18179\" src=\"http:\/\/www.worldwebnews.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Dick-Mallaby-218x300.jpg\" alt=\"Dick Mallaby\" width=\"218\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.worldwebnews.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Dick-Mallaby-218x300.jpg 218w, https:\/\/www.worldwebnews.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Dick-Mallaby-133x182.jpg 133w, https:\/\/www.worldwebnews.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Dick-Mallaby.jpg 474w\" sizes=\"(max-width: 218px) 100vw, 218px\" \/><\/a><figcaption id=\"caption-attachment-18179\" class=\"wp-caption-text\">Dick Mallaby<\/figcaption><\/figure>\n<p><strong>Qual \u00e8 stata la prima missione in Italia dell&#8217;agente speciale Mallaby?<\/strong><br \/>\n\u00c8 stata proprio quella che lo port\u00f2 a divenire l\u2019uomo fondamentale nelle trattative della resa italiana agli Alleati. Mallaby il 14 agosto 1943 si paracadut\u00f2 di notte sul lago di Como con la sua dotazione da James Bond (tra l\u2019altro fu tra i primi in assoluto, se non proprio il primo, ad effettuare un ammaraggio notturno in acqua). Doveva organizzare un centro trasmissivo per la sedicente rete di antifascisti creata dal S.I.M.. Gli italiani lo catturarono subito, scoprendo tutta la sua sofisticata attrezzatura. A salvarlo intervennero le trattative di resa che erano gi\u00e0 in corso in Portogallo. Il generale Giuseppe Castellano era andato a trattare l&#8217;armistizio con gli anglo-americani e quando si pass\u00f2 alla fase operativa si pose la necessit\u00e0 di comunicare in modo sicuro e criptato tra le parti senza essere intercettati dai tedeschi, con i quali l\u2019Italia era ancora alleata. Venne fatto presente agli italiani che una delle loro radio per comunicazioni segrete fosse gi\u00e0 in Italia e anche per evitare la fucilazione di Mallaby, la cui cattura era stata appresa, venne fatto credere agli italiani che lui fosse l\u2019unico a disposizione in grado di usarla.<br \/>\nCos\u00ec, senza saperlo, l\u2019agente Mallaby divent\u00f2 l\u2019esclusivo tramite delle segretissime comunicazioni inerenti le trattative fra i vertici italiani e il Comando Alleato del Mediterraneo ad Algeri. Mallaby, dal carcere di Regina Coeli il 27 agosto venne portato nel luogo pi\u00f9 strategico e riservato d\u2019Italia, la sede del Comando Supremo italiano, dove gli fu consegnato un apparato radiotrasmittente consegnato a Castellano a Lisbona.<br \/>\nMallaby dovette essere prima convinto di non essere caduto in una trappola e poi questo radiotelegrafista inglese, che ancora era un nemico, da un luogo nel quale ancora erano presenti soldati tedeschi, con il suo indice destro e le sue orecchie inizi\u00f2 a trasmettere e ricevere tutti i messaggi tra i vertici italiani e gli alleati sull&#8217;armistizio. L&#8217;insieme delle comunicazioni che Mallaby ricevette e trasmise sono quelle che fanno capire la vera storia dell&#8217;8 settembre, sono comunicazioni ufficiali, vere, effettive, che non sono state mai manipolate. Mallaby, dopo l\u2019annuncio della resa, viaggi\u00f2 con il Re Vittorio Emanuele III e Badoglio da Ortona a Brindisi sulla corvetta &#8216;Baionetta&#8217;, continuando a tenere i contatti con i comandi alleati. Sulla corvetta vi erano anche poche altre persone della famiglia e del seguito reale, dei militari e del governo.<br \/>\n<strong>E la seconda missione?<\/strong><br \/>\nLa seconda missione di Mallaby ha a che fare con l&#8217;operazione Sunrise, cio\u00e8 la lunga e segretissima trattativa condotta tra l\u2019O.S.S., il servizio segreto americano, diretto da Allen Dulles e il comandante delle S.S. in Italia, Karl Wolff. Nel 1945 Mallaby con due membri della resistenza cattolica inizi\u00f2 una missione nel Nord Italia e anche questa volta venne catturato quasi subito.<br \/>\nMettendo in pratica il primo comandamento dell&#8217;agente catturato in territorio nemico: prendere tempo, \u201crivel\u00f2\u201d di essere un capitano inglese incaricato di incontrare il comandante delle truppe della Repubblica Sociale Italiana, il maresciallo Rodolfo Graziani, per consegnargli un messaggio riservatissimo del maresciallo Alexander, per valutare la disponibilit\u00e0 degli italiani a collaborare con gli Alleati per evitare, al momento della ritirata dei tedeschi, ulteriori distruzioni e spargimenti di sangue. Gli italiani rimasero molto perplessi e Graziani si rifiut\u00f2 di incontrarlo. Dopo vari interrogatori, tra cui quello del capo del controspionaggio italiano, Mallaby venne consegnato alle S.S. a Verona che, pur interrogandolo senza tregua, lo trattarono con un certo riguardo. Poi il colpo di scena finale: Mallaby, viene portato in una villa presso il lago di Garda e si trova al cospetto del capo delle SS in Italia, il generale Karl Wolff, che lo accoglie con fare cordiale. Il generale Wolff gli dice che la sua storia non \u00e8 stata ritenuta credibile ma gli fa capire che \u00e8 disponibile a negoziare con gli Alleati una resa dei tedeschi in Italia, senza gli spargimenti di sangue e le distruzioni ordinate da Hitler. Mallaby viene cos\u00ec incredibilmente liberato per portare la risposta di Wolff al maresciallo Alexander. Al confine con la Svizzera, Mallaby, per\u00f2, viene imprigionato come emigrato clandestino e per 15 giorni non riesce a comunicare al comando inglese gli esiti della sua missione. Per\u00f2, Wolff agisce autonomamente ed inizia le trattative senza attendere il riscontro di Mallaby; gli inglesi titubanti e timorosi decidono di non avere rapporti riservati con il generale delle S.S. e passano la trattativa agli americani. Dopo sappiamo come \u00e8 andata a finire e se l&#8217;Italia del nord non venne ulteriormente distrutta lo si deve anche alla suggestione indotta da Mallaby in Wolff.<br \/>\nPer la sua prima missione, in merito alla quale Eisenhower in persona aveva comunque raccomandato di divulgare per lo stretto indispensabile il ruolo avuto dall\u2019agente inglese, Mallaby il 7 dicembre 1943 \u00e8 stato decorato con la Military Cross, onorificenza raramente attribuita ad un sottufficiale. Non ricevette invece alcun encomio per la seconda missione, ed anzi inizialmente fu addirittura sospettato di aver fatto una sorta di \u201ctriplo gioco\u201d. La vicenda venne reputata talmente delicata che l\u2019ordine fu di non divulgarla neanche all\u2019interno del S.OE. Mallaby dopo il 1945 lavor\u00f2 come interprete nelle basi N.A.T.O., prima a Napoli poi a Verona, dove mor\u00ec nel 1981.<br \/>\n<strong>Come nasce questa passione per la scrittura?<\/strong><br \/>\nNasce un po\u2019 dai cromosomi credo. Mio padre, Renato Barneschi, giornalista e saggista storico, ha scritto il best seller italiano di saggistica storica &#8220;Vita e morte di Mafalda di Savoia a Buchenwald&#8221; e fu il primo esordiente a vincere il Premio Bancarella nel 1983. Nel 1986, sulla base di decenni di ricerche e scoperte importantissime, dovute anche alle rivelazioni di membri della famiglia Savoia, pubblic\u00f2 un altro libro di grande successo, &#8220;Elena di Savoia &#8211; Storia e segreti di un matrimonio reale&#8221;. Poi, purtroppo, nell\u2019anno successivo ci lasci\u00f2.<br \/>\nIo ho sempre avuto interesse per la storia, ma un ventennio fa iniziai ad appassionarmi agli avvenimenti del 1943. E poi sono riuscito a diventare protagonista attivo in questa mia passione. Nel 2005 ho scritto il libro \u201cBalvano 1944\u201d, che, dopo sessanta anni, ha rivelato i segreti del pi\u00f9 grave e ignorato disastro ferroviario della storia. Il volume, oltre a rivelarsi un caso storico-letterario \u00e8 risultato vincitore del Premio Basilicata 2005 per la saggistica storica. Nel 2014 \u00e8 uscita una nuova edizione dal titolo \u201cBalvano 1944. Indagine su un disastro rimosso\u201d. <a href=\"http:\/\/www.worldwebnews.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Balvano-1944.-Indagine-su-un-disastro-rimosso.jpeg\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter size-medium wp-image-18180\" src=\"http:\/\/www.worldwebnews.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Balvano-1944.-Indagine-su-un-disastro-rimosso-199x300.jpeg\" alt=\"Balvano 1944. Indagine su un disastro rimosso\" width=\"199\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.worldwebnews.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Balvano-1944.-Indagine-su-un-disastro-rimosso-199x300.jpeg 199w, https:\/\/www.worldwebnews.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Balvano-1944.-Indagine-su-un-disastro-rimosso-133x200.jpeg 133w, https:\/\/www.worldwebnews.it\/new\/wp-content\/uploads\/2015\/06\/Balvano-1944.-Indagine-su-un-disastro-rimosso.jpeg 432w\" sizes=\"(max-width: 199px) 100vw, 199px\" \/><\/a><br \/>\nMi sono occupato della tragedia ferroviaria di Balvano perch\u00e9 come appassionato di ferrovia, sempre casualmente, appresi di questo gravissimo disastro nel quale morirono pi\u00f9 di 600 persone, in pratica fu il \u201cTitanic ferroviario\u201d, come felicemente sintetizzato nel documentario che Rai Storia ha mandato in onda lo scorso 3 marzo, con la mia partecipazione. E il mio stupore, oltre che per la tragedia fu per l\u2019oblio caduto sulla stessa. A quel punto iniziai frenetiche ricerche, svolte anche in archivi non accessibili al pubblico, ma la documentazione su questa vicenda in Italia era tutta sparita. Quello che non ho trovato in Italia, sono riuscito a trovarlo presso gli archivi britannici. La provincia di Potenza, quando avvenne la tragedia, era sotto l\u2019amministrazione degli Alleati. Negli archivi inglesi ho trovato le oltre 600 pagine dell\u2019inchiesta che ho desecretato per la prima volta e messo a frutto. Nel 2009, poi, ci fu un colpo di scena in quanto mi giunse una lettera di un telegrafista di una stazione vicina al luogo del disastro, il quale mi conferm\u00f2 che l&#8217;enorme bilancio dei morti fu conseguenza al grande ritardo dei soccorsi. Poi ho ricevuto una comunicazione dall&#8217;Australia di una cortese signora il cui padre era passato dopo poche ore nella zona della tragedia e aveva scattato una foto. Quella foto \u00e8 diventata la copertina della seconda edizione del libro sulla tragedia di Balvano.<br \/>\n<strong>Chi sar\u00e0 il protagonista del suo prossimo libro?<\/strong><br \/>\nSto lavorando sulla storia del generale Nicola Bellomo, fucilato dagli inglesi l&#8217;11 settembre 1945. Ho gi\u00e0 trovato materiale importante ed inedito e con ogni probabilit\u00e0 anche questa volta dopo 70 anni riuscir\u00f2 a raccontare qualcosa di interessante ed inedito.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>(di Clara Salpietro) \u2013 Cecil Richard Dallimore-Mallaby, conosciuto come Dick Mallaby, era il<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":18184,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6751,10],"tags":[10163,5583,11076,11077,2200,11141,11140],"class_list":["post-18178","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-in-primo-piano","category-italia","tag-8-settembre","tag-alleati","tag-dick-mallaby","tag-gianluca-barneschi","tag-inglese","tag-james-bond","tag-soe"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v28.7 - https:\/\/yoast.com\/product\/yoast-seo-wordpress\/ -->\n<title>Il ruolo dell&#039;agente speciale inglese Mallaby nelle vicende del settembre &#039;43: intervista all&#039;avv. 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