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Sicilia: la statale che collega il messinese con l’Alcantara trattata con glifosate dall’effetto nocivo e cancerogeno

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23 Apr 2014 23 Apr 2014  Clara Salpietro Inviato da Clara Salpietro


Strada Statale 185

La Strada Statale 185

In Sicilia, la strada statale 185, che collega il versante tirrenico della provincia di Messina con la Valle dell’Alcantara, è stata trattata con diserbante a base di glifosate dall’effetto nocivo e cancerogeno. La denuncia arriva dalla dottoressa Ermelinda Simone, biologa, che il 21 aprile percorrendo la strada statale 185 si è imbattuta in un cartello dell’Anas che riportava la scritta “Anas – Attenzione. Strada trattata con diserbante. (A base di Glifosate)”.
La strada, che ha inizio a Terme Vigliatore, comune del messinese, risale lungo la valle del torrente Mazzarrà giungendo attraverso gli abitati di Mazzarrà Sant’Andrea e Novara di Sicilia alla Sella Mandrazzi da dove ridiscende fino a Francavilla di Sicilia. Da qui la strada percorre la valle dell’Alcantara lambendo il territorio del parco fluviale fino a Giardini-Naxos.
La dottoressa Simone di fronte alla comunicazione da parte dell’Anas e sapendo bene che il “glifosato” è nocivo e cancerogeno, questa mattina 23 aprile ha scritto all’Assessore Regionale alla Sanità, Lucia Borsellino; all’Anas; al direttore generale dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Messina; al sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea, Salvatore Bucolo; al sindaco di Novara di Sicilia, Girolamo Bertolami; al sindaco di Francavilla di Sicilia, Pasquale Monea.
A spingere la dottoressa Ermelinda Simone a scrivere la lettera, come la stessa afferma, è la “coscienza civica, l’amore per il mio paese ed il rispetto per il prossimo che a quanto pare di questi tempi sono una merce rara, ma soprattutto scrivo questa lettera dopo aver visto una persona incinta intenta a raccogliere finocchio selvatico nell’area trattata”.
Nella missiva la Simone evidenzia che il glifosato “verrà sicuramente inalato da persone ignare che crederanno di respirare aria pura; entrerà nella catena alimentare dell’uomo sia direttamente con l’inquinamento delle falde acquifere e con la raccolta della minestra selvatica, che indirettamente poiché pascolano mucche, ovini e caprini; causerà enormi danni all’apicoltura, per la mortalità delle api e per la distruzione delle fioriture primaverili con avvelenamento del miele e del polline; distruggerà un equilibrio biologico, una biodiversità creata con tanta fatica, che garantisce l’aspetto e la funzionalità delle scarpate stradali”.
“Mi chiedo – scrive Ermelinda Simone – chi ha ordinato questi trattamenti, ha la vaga idea degli effetti dell’uso massiccio e su larga scala del GLIFOSATE sull’ambiente e sulle persone? Perché le autorità competenti territoriali e non, non informano in modo adeguato chi si trova a percorrere la Strada Statale in questione? Chi leggendo il cartello è in grado di appurarne il pericolo? Chi difenderà il GLIFOSATE mangerà, o farà mangiare volentieri ai propri figli, un piatto di minestra raccolta dopo tale trattamento?”.
“Non oso immaginare – conclude nella lettera – quante persone nel giorno di pasquetta si siano messi a raccogliere minestra. Le autorità competenti dovrebbero vietare l’uso, sul proprio territorio, di diserbanti in qualità di garanti dei diritti inviolabili della salute e dell’ambiente salubre (art. 9 e 32 della Costituzione Italiana)”.

tag Messina, Sicilia, Valle Alcantara, Anas, diserbante, glifosate, cancerogeno, Lucia Borsellino, Mazzarrà Sant'Andrea

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